Prima di essere una classe, imparare a stare insieme

Rallentare, disconnettersi e condividere esperienze nella natura. Il valore dei soggiorni dell’accoglienza all’inizio dell’anno scolastico.

Ci sono modi diversi di cominciare un nuovo anno scolastico. Uno di questi è uscire dall’aula, lasciare per qualche giorno i ritmi abituali e concedersi il tempo di conoscersi attraverso esperienze condivise. È quello che hanno vissuto 130 studenti delle classi prime di un istituto agrario, protagonisti dei soggiorni dell’accoglienza organizzati da Natura in Movimento a Campodonico, nell’entroterra marchigiano. Quattro turni, ciascuno con due giornate e una notte trascorsa insieme, per iniziare una nuova esperienza scolastica.

L’accoglienza non si esaurisce nei primi giorni di scuola. Entrare in una nuova classe significa incontrare persone sconosciute, trovare il proprio posto, imparare a riconoscere caratteri, sensibilità e modi diversi di stare con gli altri. È un processo che richiede tempo e che non può essere affidato soltanto alle presentazioni in aula. Un soggiorno nella natura offre un tempo meno strutturato, nel quale le relazioni possono nascere anche attraverso piccoli gesti quotidiani, una camminata, un gioco, un pasto condiviso, una conversazione prima di dormire. Occasioni semplici, ma importanti per cominciare a sentirsi parte di un gruppo.

Durante le due giornate i ragazzi e le ragazze hanno camminato lungo i sentieri, partecipato a giochi e attività di orientamento, ascoltato il bosco di notte, sperimentato il tree climbing e vissuto un’esperienza di forest bathing. Attività differenti, accomunate dalla possibilità di mettersi alla prova, collaborare e scoprire qualcosa di sé e degli altri. Non tutti affrontano un sentiero con lo stesso passo, non tutti si sentono ugualmente sicuri davanti a una nuova esperienza. Imparare ad aspettarsi, rispettare tempi differenti e fare in modo che nessuno rimanga solo è già una parte importante dell’educazione. Anche per questo alcune attività sono state adattate alle diverse esigenze dei partecipanti, perché inclusione non significa chiedere a tutti di fare le stesse cose nello stesso modo, ma creare le condizioni affinché ciascuno possa prendere parte all’esperienza.

Il tempo di rallentare

Tra le attività proposte, il forest bathing ha rappresentato un momento particolare. Dopo una prima giornata ricca di movimento, incontri e nuove esperienze, abbiamo invitato gli studenti a rallentare, a camminare con maggiore attenzione, ad ascoltare i suoni del bosco, riconoscere odori, osservare particolari e percepire il proprio corpo nello spazio naturale. Per circa due ore, senza cellulari, senza la necessità di raggiungere una meta o dimostrare una capacità, il bosco è diventato un luogo nel quale sperimentare un modo diverso di stare nel presente. Per adolescenti abituati a giornate scandite da impegni, stimoli continui e connessioni digitali, fermarsi e prestare attenzione a ciò che accade intorno e dentro di sé può essere un’esperienza insolita. La disconnessione digitale non è stata proposta come una rinuncia o una contrapposizione alla tecnologia, ma come la possibilità di dedicare un tempo intero a ciò che si sta vivendo, senza continue interruzioni. Ascoltare, osservare e condividere il silenzio possono diventare occasioni per riscoprire forme di attenzione che nella quotidianità trovano sempre meno spazio.

Una scuola che costruisce relazioni

Un soggiorno dell’accoglienza non serve soltanto a conoscere un territorio o a sperimentare nuove attività. Può contribuire a creare le condizioni per stare bene insieme durante l’anno scolastico. Fuori dall’aula cambiano i contesti, emergono capacità differenti e si aprono possibilità di relazione che nella quotidianità scolastica non sempre trovano spazio. Anche gli insegnanti, partecipando alle attività e condividendo l’esperienza con i ragazzi, hanno l’opportunità di conoscere le proprie classi da prospettive diverse. Per questo vogliamo ringraziare i docenti che hanno scelto di dedicare tempo ed energie a questa proposta. Organizzare un soggiorno scolastico richiede lavoro, responsabilità, attenzione alle esigenze di tutti e la disponibilità a uscire, anche come adulti, dalle consuete abitudini. È un impegno che merita di essere riconosciuto, perché dietro ogni esperienza educativa fuori dalla scuola ci sono persone che credono nel valore di ciò che i ragazzi possono imparare vivendo insieme.

Al termine di queste giornate non sappiamo quali ricordi ciascuno porterà con sé, né quanto di ciò che è stato vissuto continuerà ad accompagnare la vita delle classi. Ma sappiamo che la scuola ha bisogno anche di tempi nei quali non tutto debba essere misurato, valutato o trasformato in una prestazione. Tempi per conoscersi, sperimentare fiducia, rispettare le differenze e scoprire che stare insieme è qualcosa che si impara, giorno dopo giorno.

Forse è anche da qui che può cominciare un buon anno scolastico. Da un sentiero percorso insieme, da una notte trascorsa ad ascoltare il bosco, da un momento di silenzio condiviso. Dalla possibilità di fermarsi e accorgersi che accanto a noi ci sono altre persone, ciascuna con il proprio passo e il proprio modo di essere.

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